Pareti divisorie: le nuove tendenze

Se nelle nuove realizzazioni di palazzine uffici (soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma) le pareti divisorie sono ormai un argomento sdoganato, nelle piccole ristrutturazioni soffrono ancora la concorrenza del cartongesso che con i suo costi iniziali molto bassi presenta un alternativa allettante a chi vuole spendere poco. Ma e' proprio cosi?

Se nelle nuove realizzazioni di palazzine uffici (soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma) le pareti divisorie sono ormai un argomento sdoganato, nelle piccole ristrutturazioni soffrono ancora la concorrenza del cartongesso che con i suo costi iniziali molto bassi presenta un alternativa allettante a chi vuole spendere poco. Ma e' proprio cosi?

Le pareti in cartongesso hanno dei grossissimi vantaggi per quanto riguarda la velocità di realizzazioni ma al loro prezzo iniziale molto basso non sempre si calcolano i costi di accatastamento (obbligatori in quanto partizione fissa) e di imbiancatura iniziale e le successive necessarie con ricorrenza periodica.

Si calcola che nel giro di pochi anni il costo di questo tipo di partizioni raggiunge e supera quello delle pareti di arredamento. Senza contare gli eventuali costi di riconfigurazione. Infatti lo smaltimento del cartongesso e' regolamentato in maniera molto ferrea dalle normative edili.

La parete divisoria da arredamento offre qualche vantaggio in più. Infatti la riconfigurazione e' solo una questione di smontaggio/rimontaggio e gli impianti sono sempre accessibili senza demolizione. Inoltre un ufficio arredato con questo tipo di prodotto riduce notevolmente le superfici da imbiancare periodicamente. Infine non necessita di acatastamento perché considerata dalla normativa un elemento di arredo, eliminando alcuni costi dovuti alla necessità di ricorrere a professionisti.

Tipologie parei divisorie di arredamento

Le pareti divisorie di arredamento sono sostanzialmente di quattro tipi: Parete divisoria con struttura, parete attrezzata, parete monovetro e parete compattabile.

I primi due tipi di parete sono stati largamente usate fino all'inizio degli anni 2000 e di fatto rappresentavano l'unica vera alternativa per creare uffici con partizioni flessibili. Inoltre la possibilità di integrazione con le finiture dei mobili per ufficio e la sua flessibilità, ne faceva un prodotto molto appetibile.

Pareti monovetro per ufficio: il trend degli ultimi 10 anni

Negli ultimi 10 anni le preferenze dei professionisti si sono gradualmente spostate su un prodotto forse un po' meno flessibile ma con caratteristiche estetiche più accentuate: la parete divisoria monovetro. Questo prodotto e' costituito da profili in alluminio che fanno da contorno a vetrate continue e a tutta altezza.

Il passaggio della luce e' privilegiato per creare ambienti molto luminosi senza rinunciare al confort e alla privacy. L'isolamento acustico della parete viene ottenuto con dei cristalli contenenti al loro interno una pellicola in PVB trasparente che ha il potere di abbattere fino a circa 30 Db. In alternativa esistono in commercio pareti con un profilo che permette di alloggiare 2 vetri creando una camera all'interno della partizione.

Più di nicchia e utilizzate principalmente nelle aule conferenze degli alberghi sono le pareti compattabili. Sono partizioni che scorrendo su dei binari posizionati a soffitto, possono essere riconfigurate da un operatore con semplici movimenti, creando a seconda delle necessità ambienti, ambienti diversi.

Nelle aziende vengono spesso utilizzate per la partizione di grosse sale riunioni in modo, all'occorrenza, di poterle frazionare. Fra tutti i modelli di parete e' sicuramente quello più complesso sotto l'aspetto tecnico e anche il più costoso.

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